Recensione ad Airam –la sindrome della bambola di legno di Fabio Monteduro

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Recensione ad Airam –la sindrome della bambola di legno di Fabio Monteduro

Partiamo da ciò che dovrebbe essere ovvio: Fabio Monteduro è uno scrittore, e lo si capisce dal primo capitolo. La scrittura è semplice e scorrevole, non mancando di durezza e suspence dove serve e lo stile si mantiene costante per tutto il libro accompagnandoci nel baratro nel quale scivola il protagonista.

La trama si svolge in una “zona grigia”, dove l’amore si mischia con la paura, il desiderio con la tentazione e dove lettore e protagonista non possono mai avere la certezza se ciò di cui sono testimoni sia opera del paranormale o se esistono spiegazioni più razionali. Quando la verità sarà svelata è ormai troppo tardi, per tutti.

In definitiva un horror paranormale ben scritto, a volte quasi introspettivo, la cui forza non è quella di descrivere morbosamente particolari scabrosi, ma sono i dettagli a creare un senso di straniamento, tenendo il lettore in bilico su una lama tra il bianco e il nero, in quella zona grigia in cui tutto può essere contemporaneamente vero e falso, scientifico e diabolico.

Michele Protopapas

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