Raccolta di racconti “Per altri sentieri” di Angela Di Bartolo

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Raccolta di racconti “Per altri sentieri” di Angela Di Bartolo

“Per altri sentieri”, edito da Runa Editrice, è il primo libro interamente scritto da Angela Di Bartolo, anche se alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in antologie con altri autori.

L’opera è composta da dieci racconti, tutti della lunghezza di circa 15.000 battute, il cui tema principale sembra essere il tempo. Nei racconti il tempo perse la sua struttura lineare e può essere percorso in avanti o all’indietro, e spesso esistono luoghi o situazioni che permettono di vivere contemporaneamente lo stesso spazio in tempi diversi. Anche i racconti procederanno da quelli ambientati nel passato (il primo tratterà di un ucronico Ulisse), per arrivare ad un futuro governato da angeli tecnologi e figure mitologiche futuristiche.

Ciò che inizialmente colpisce è lo stile dell’autrice. La scrittura è forbita ed enfatica, anche se a tratti risulta essere troppo scolastica e stucchevole. Ciò è dovuto però anche al fatto che i racconti hanno al loro interno una gran dose di poesia, sono quasi “poesie in prosa”; questa caratteristica si nota soprattutto nei primi racconti, che ricordano nei temi e nello stile i poemi epici di Omero, Virgilio e Tasso. Di questi primi racconti è necessario mettere in risalto le accurate descrizioni artistiche dovute certamente ad una grande passione dell’autrice per l’archeologia e la storia dell’arte, descrizioni che di certo cattureranno i lettori che condividono questi interessi. I racconti successivi strizzano l’occhio alla fantascienza, ma più che enfatizzare la “scienza” vera e propria, si focalizzano sull’intimo del protagonista, sulle sue emozioni e passioni.

La descrizione delle emozioni dei protagonisti è quindi un altro tratto comune a tutti i racconti e la scrittura in prima persona è lo stratagemma usato per far “confessare” ai protagonisti le loro pulsioni. Tutti i protagonisti hanno una spiccata sensibilità che definirei quasi “femminile”, nonostante siano tutti appartenenti al genere maschile e le donne rimangono figure relegate a platonici oggetti del desiderio. Mi sono chiesto il perché della mancanza di personaggi femminili rilevanti, mentre le storie pullulano di uomini sensibili e disponibili a confessare i propri sentimenti e le proprie debolezze. La motivazione, a mio avviso, risiede nell’ambientazione onirica delle storie: lo stile narrativo, la permeabilità del tempo, la descrizione delle bellezze artistiche, l’ucronicità delle storie e l’interiorità manifesta dei personaggi rendono i racconti come dei piccoli sogni, di cui il protagonista è il “principe azzurro”. Ecco perché penso che tale libro verrà particolarmente apprezzato da chi ha già dentro sé una spiccata sensibilità (il mio pensiero va soprattutto alle lettrici) e tramite la lettura di questo libro vuole immergersi in un sogno poetico e fantastico.

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