Il lato a Sud del cielo di Daniele Cutali

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Il lato a Sud del cielo di Daniele Cutali

Il romanzo è una favola romantica, una ballad per dirla col linguaggio della musica rock. Con romantico non intendo che si tratta di un romanzo d’amore (l’amore, se c’è, ha un posto marginale), ma che è incentrato sui sentimenti e, soprattutto sulle ideologie, in questo caso musicali più che politiche. È una favola perché i personaggi sono alquanto stereotipati: i buoni sono troppo buoni e i cattivi troppo cattivi, senza vie di mezzo.

La storia è quella di un ragazzo che desidera inseguire i propri sogni fatti di vinili e concerti rock, nel momento storico in cui il prog si affianca, per poi superare,  il beat pop e la musica psichedelica e quando le ideologie post sessantottine si trasformano negli anni di piombo. L’autore è abile a calarci perfettamente nel periodo storico tramite anche alcuni personaggi secondari (personalmente mi è piaciuta la figura di Sergio, il venditore di musica tornato nel paese dopo una giovinezza passata a fare il figlio dei fiori). La caratterizzazione storico geografica è quindi ciò che ho apprezzato maggiormente.

Il plot narrativo a mio avviso parte lentamente, con una caratterizzazione troppo dettagliata di Paul, il protagonista. Ciò, unito al fatto che i capitoli che lo riguardano sono scritti in prima persona e le sue preferenze musicali e sociali siano dettagliatamente esposte attraverso i suoi pensieri rischiano di far sì che Paul assomigli troppo allo scrittore e risulti un po’ difficile per il lettore impersonarsi in lui. Ma questo forse è accaduto a me perché sono di una generazione successiva a quella del protagonista e quindi nonostante la mia anima di rocker non ho vissuto quegli anni. In ogni caso avrei preferito una terza persona narrante anche per il protagonista. 

La terza persona invece si ritrova nei capitoli dedicati alla coprotagonista, Linda, e che personalmente ho molto apprezzato. Questi capitoli donano freschezza e velocità al libro, il plot si fa vivace, a volte frenetico (come nella descrizione della fuga della giovane nella stazione di Porta Nuova) e fanno in modo che il lettore si appassioni alla storia e divori i capitoli finali.

Forse non sono stato la persona più adatta a leggere questo libro, in quanto le mie letture si basano su romanzi horror e di fantascienza, scrivo racconti brevi e ho una particolare avversione per la scrittura in prima persona, ciononostante mi ha tenuto piacevolmente compagnia durante i miei spostamenti di pendolare e leggerò anche il seguito quando uscirà.

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